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Gli archivi delle
farmacie e delle edicole sono stati georeferenziati al fine di predisporre
una più efficiente allocazione delle licenze sul territorio. La
normativa di riferimento impone al Comune di rilasciare licenze
nel rispetto di alcuni vincoli: distanze minime/massime fra
un’unità locale e l’altra, popolazione presente nel potenziale
raggio di azione dell’attività, quantità di merce venduta, e
così via. Il rilascio delle licenze per le edicole si è finora
fondato su un tipo di suddivisione del territorio comunale
deliberato nel 1997 dal Consiglio del Comune e che con il
trascorrere del tempo è apparso obsoleto (in figura). La critica
è mossa dal fatto che, come gli studi sulla popolazione hanno
dimostrato, il centro urbano attuale è sicuramente più allargato
rispetto a quello in figura e che la zona “periferica” in realtà
oggi è un’area attiva per la presenza di nuovi insediamenti
residenziali e produttivi.
Continuare a utilizzare tale
suddivisione sarebbe pertanto fuorviante. Il Comune ha di
conseguenza deciso di adottare la suddivisione più dettagliata
offerta dalle aree elementari. La zonizzazione delle
sedi farmaceutiche (figura) è
stata ideata sulla base del numero delle licenze programmate
dalla Legge Regionale n. 54 dell’11/12/1992. In sostanza,
definito il numero di licenze massimo che il Comune avrebbe
potuto rilasciare, si è suddiviso il territorio in altrettante
aree. Ciascuna unità farmaceutica, per legge, è libera di
muoversi all’interno della area di appartenenza. La georeferenziazione delle unità sulle rispettive aree di
competenza ha mostrato il limite di siffatta organizzazione: due
farmacie possono trovarsi l’una di fronte all’altra nella stessa
area di circolazione e, allo stesso tempo, aree più o meno vaste
restano scoperte dal servizio. |